The Power of Psychic Revenge

•13 giugno 2013 • Lascia un commento

Spiders and grannies on an empty day
then you walk away to yourself
listen to daddy he’s on the way
he can ease the pain then it’s gone

you try to remember your friends’ name
but it’s hard to tell who’s to blame
something is happening inside in your head
are you going insane? or feeling well?
then your hate comes pouring in every way
houses and buildings in flames

(your pretty face it’s something strange it’s nothing good)
targets of your own rage

(your loving grace it’s something strange)
they can’t escape!

rescueing the power of your mind
you see through other people’s eyes
sharing your knowledge will make you strong
or they’ll put you down to the ground
then your hate comes pouring in every way
houses and buildings in flames

(your pretty face it’s something strange it’s nothing good)

targets of your own rage

(your loving grace it’s something strange)

they can’t escape!

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Morte nel Mese dei Canti – Dishonored

•12 giugno 2013 • 1 commento

Era timida nel Mese dei Focolari

Si celava alle mie profumate missive

Una cura macchiata dal sole per la mia solitudine

 

Sorrideva nel Mese delle Piogge

Mangiando fichi colti dall’albero

Sognava di visitare le isole

 

Si è sposata nel Mese dei Clan

Con suo cugino, il marinaio di Cullero

Un picchio petulante che mi trafiggeva il petto

 

È morta nel Mese dei Canti

Uccisa da una malattia dell’est

Un bacio terribile sulle sue labbra lontane

A Panda piace… (ed a me piace Panda)

•12 giugno 2013 • Lascia un commento

A Panda piace... (ed a me piace Panda)

Non voglio scavalcare alcuna pietra di silenzio.

Un morso alla mano che ti nutre.

•9 giugno 2013 • Lascia un commento

Ti occupi di una persona, giorno dopo giorno per tre anni. E stai male. Male davvero. Perché non sei niente, non conti niente e soprattutto non meriti niente. Però c’è quel pensiero che tieni per te, che ti consola. Quello strappo alla regola che ti permette di sopravvivere…

Le tue parole dolci, il tuo ermetismo, il tuo esserci   s e m p r e, solo questo mi ha permesso di esistere.

Adesso so che “Il nostro scambio d’organi ha imbrattato le pareti” e ora sono qui da sola – cioè non da sola, ma senza di te – a pensare alle navi che attraccano lontano, davvero lontano. 

Mi sento così sola quando mi dici ‘addio’, eppure lo so che non è per sempre. Perché conosco i tuoi occhi ed il tuo odore e ancora il tuo sapore dolce. E non ti piace essere dolce. 

Come vedi, ogni qualvolta mi fermo a scrivere, finisce sempre che parlo di te. A te. 

Tutte le strade portano a te (o della necessità chimica d’averti).

•8 giugno 2013 • Lascia un commento

Notte da frullato di cuore. Penso che Muccino pagherebbe oro per spiare nelle nostre vite, anche solo per qualche ora.

“Noi” – lo so che non lo dico mai – siamo l’essenza della commedia romantica all’italiana: piangiamo, scappiamo, ci inseguiamo e piangiamo di nuovo.

E brividi, brividi, brividi. Brividi che Muccino se li sogna. Che ancora adesso cerco di scrollarmi il tuo sorriso ed il tuo odore, ma la pelle d’oca è l’unica cosa che ottengo.

Non sai quanto nelle ore trascorse ho pensato al terzo, che sempre ti cammina accanto.

Chi è il terzo che sempre ti cammina accanto?
Se conto, siamo soltanto tu ed io insieme
Ma quando guardo innanzi a me lungo la strada bianca
C’è sempre un altro che ti cammina accanto
Che scivola ravvolto in un ammanto bruno, incappucciato
Io non so se sia un uomo o una donna
– Ma chi è che ti sta sull’altro fianco?

Sono io il tuo terzo? Sei tu il mio? O semplicemente lo sono tutti gli altri? E ancora: sei tu il mio fine ultimo?

Sei tu la mia pace?

Mi chiedo se mai saprò rispondermi. Se siamo davvero un flop perché è tutto così bello, perché è tutta fottuta poesia? E ti dico che sei la cosa più bella che mi sia mai capitata e rotolo rovinosamente nella lava che per venti giorni ho cautamente evitato. Ma soprattutto non sei roba mia, hai venduto l’anima a qualcun’altra (più fortunata o solo più egoista?) rifacendo il tuo letto.

Penso alle parole che non ti ho detto e che adesso vorrei dirti. Sussurrando. Io e te che tremiamo. La paura che mi fa toccarti le labbra, con le mie labbra. Io e te che tremiamo ancora. Ed i Radiohead che mi tuonano nella testa, insieme alla tua voce ed ai tuoi ricordi vacui.

Per un attimo è ancora tutto vano, lo è ogni volta che guardi il display del cellulare e ripeti che è tardi. E poi torni a baciarmi ed a fare qualsiasi cosa tu mi stia facendo, tutto diventa di nuovo l’unica cosa importante. L’unica che credo di dover fare.

Sei in viaggio, ma so che tornerai da me (prima della fine).

Una pessima giornata

•20 marzo 2013 • 1 commento

Ho trovato nelle bozze questo post. In realtà non è un post. Perché è una pagina bianca. 

C’è solo il titolo: “Una pessima giornata”. Porta la data del 23 settembre del 2011. Ed ora sto qui a chiedermi cosa mi fosse successo.

Cosa mi aveva ferito tanto da pensare di scrivere un post per liberare la mia angoscia, la mia frustrazione.

E poi nulla. 

Era talmente folle, talmente amaro, da restare bianco. Una pagina bianco angoscia. 

Il bianco è un colore inutile, anzi: non è un colore. E’ un qualcosa di vuoto e asettico che non ha niente di me, che sta zitto e non parla e non pensa e non vuole. E non ha niente di me. 

Io sono tanti colori, ma certamente non sono il bianco

E tra l’altro pensavo che sarei morta giovane. Ed invece sono ancora qui a scrivere. 

E faccio ancora sogni troppo vividi, e

quasi sempre

sogno il mare. 

 

Pelle d’oca

•24 marzo 2012 • 1 commento

Essere distanti mi spiazza.

Più stai lontano e meno ho voglia di starti vicino.

Quelle rare volte in cui sto accanto a te non ti tollero, divento liquida e – piano – sguscio via. 

Che cosa t’aspettavi? Si può sempre tollerare, comprendere e perdonare? Io non so farlo.

Vorrei un salto temporale, a quando non sono più con te, a te fuori dalla mia vita.

VOGLIOSTARESOLAVOGLIOSTARESOLAVOGLIOSTARESOLAVOGLIOSTARESOLA

Vorrei qualcuno che mi facesse ancora venire la pelle d’oca.