Ossessione – Baudelaire

Voi m’impaurite, grandi boschi, come foste delle cattedrali; voi urlate come l’organo, e nei nostri
cuori maledetti, stanze d’eterna doglia in cui vibrano antichi lamenti, risponde l’eco dei vostri
De
Profundis
.
Te odio, Oceano! Il mio spirito ritrova in sé le tue impennate e i tuoi tumulti: il riso amaro
dell’uomo sconfitto, pieno di singhiozzi e d’insulti, lo ritrovo nella risata enorme del mare.
Come ti amerei, o Notte, senza le stelle la cui luce parla un linguaggio così noto! Perché cerco il
vuoto, il nero, il nudo!
E le stesse tenebre sono tele in cui vivono, uscendo a migliaia dai miei occhi, esseri ormai spariti
agli sguardi famigliari

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~ di lasalamandrina su 15 giugno 2013.

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