Prima notte insonne

Sta notte non ho dormito. Ci ho provato, ma niente. Stavo lì sul divano, rannicchiata a fissare le luci notturne dell’acquario e non succedeva nulla.

Che angoscia.

Poi mi sono spostata sul piatto della doccia, mi sono rannicchiata ed ho fissato lo scarico sperando che non uscissero dei ragni. Niente ragni, niente sonno.

Ho capito che in quella casa non ho un posto mio. Certo, sto spesso sola. E nonostante ciò non ho il mio spazio. Mi sento quasi estranea certe volte.

Quasi la signora delle pulizie.

Tornata sul divano ho capito.

Quando sto male, c’è un posto. Un posto mio.

Nella mia testa.

Sei tu.

Sei talmente astratto da essere un posto, un tempo, un contesto.

Quando sto male penso che esisti, di certo non va meglio (o forse si) ma non va neanche peggio. Salvo la pelle e trovo un posto.Tra la fantasia e il ricordo mi rannicchio, spero che tutto mi passi addosso anche sta volta.

Cerco di renderlo liquido quel dolore. Riscaldarlo. Lasciarlo andare.

E so che tu non puoi cacciarmi perchè – diamine – sei nella mia testa e non paghi neanche l’affitto.

Perchè continuo a sbagliare i passi base della mia vita? Perchè scelgo sempre le persone sbagliate? Che domande vane.

Vorrei spegnermi.

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~ di lasalamandrina su 24 maggio 2011.

6 Risposte to “Prima notte insonne”

  1. Ti parla un fratello di insonnie. Notti come questa di cui scrivi sono momenti sacri. Il dolore notturno non ha niente a che vedere con il dolore del giorno – di notte si toccano segreti veri ed enormi, che alla luce del mattino sembreranno ridicole debolezze.
    Quanto alle domande che ti poni sugli errori… la parola “errore” presuppone che ci sia qualcosa di giusto da fare, una strada, un senso, una direzione. Eppure, nel profondo, dietro tutte le muraglie che ergiamo a protezione delle nostre fragili illusioni, sappiamo bene che non c’è niente di simile. Non si può veramente sbagliare, perché non c’è nulla che si *debba* fare. Talvolta l’unico modo per trovare qualcosa è non cercarla più. Arrendersi, lasciarsi andare. “Perchè scelgo sempre le persone sbagliate?”… Perché scegli? Perché non togli le mani dal timone, e non lasci che sia il vento a guidare le tue vele? Il tormento va bene, serve, va fatto fluire, come dici tu. Non c’è nulla che devi fare. Siamo animali, e dobbiamo respirare. Quindi respira!
    Un abbraccio, BB

  2. Ho deciso: lasciami l’anello, mi facevi sempre vedere che girandolo si poteva far patire più dolore

  3. Resisti. 🙂

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