Amaro amore, amorte.

Eccomi! Sono in ritardo. Scusate.

Perennemente in ritardo, non è da me, lo so.

In ritardo per quel treno stracolmo d’astio, che dannatamente mi aspetta alla stazione.

Che non parte senza di me.

Che festeggia quando timbro una tessera scaduta su cui c’è una foto, in cui neanche mi riconosco, non sembro io.

Le parole sono fatte di silenzi ed il silenzio è sabbia che stride tra i denti, denti fatti di sussurri.

Improvvisamente il treno urla e riparte. Mi guardo intorno, passeggeri fatti di nebbia ed ossa, trascurabili presenze poco serene.

Poco serene come il ricordo di un sorriso opaco, lontano. Guardo il mio volto riflesso sulle ipomee intrecciate nelle reti attorno ai binari, che proteggono bambini-adolescenti curiosi e spavaldi da osceni riti di passaggio.

Il mio sorriso è pietra ed il tuo odore mi porta dove non siamo stati mai. Incastrati tra le vie della città più sterile del mondo, aspettando bus notturni, sentendo freddo tra le gambe e desiderandoti addosso.

Tra i corpi di nebbia e ossa qualcuno mi scruta le orbite sature e liquide, l’invadenza mi spiazza e bestemmio. L’altro scosta lo sguardo ed io rido beffarda. Un’altra tacca alla mia mazza chiodata, un’altra boffa alla decenza. Un passo in più verso il baratro dentro cui mi trovo da anni, sospesa solo tra le tue braccia costrette ad andare via ed abbandonarmi. Questi giorni maledetti, senza di te.

Oggi nuoto nell’angoscia. Tra fuliggine e sospiri ho accarezzato un posacenere di cristallo immaginando che fosse il cane nero che ho tanto amato. Il suo suo sguardo di polvere stretto nel mio pugno. E mi chiedo da dove sto vomitando queste frasi sconnesse, mi chiedo dove sarai quando sacrificheranno anche questo corpo alla loro fallita giustizia. Quando non servirà più l’autolesione e non servirà più l’alcol e tu non ci sarai ed io non ci sarò e loro saranno lì a festeggiare la mia solita dipartita. Mi chiedo quanto siano indispensabili le virgole, nella vita di tutti giorni.

Le ossa di nebbia mi scrutano ancora la pelle superficiale delle mie speranze, sogno d’avere la forza d’amare ancora un po’ l’estate, i frutti dolci e la spuma del mare. La pelle si ustionerà sotto il sole del sud, farò disegni sulla sabbia che non vedrai mai. Desidererai le mie mani fredde in quelle notti estive?

Vomito su un foglio virtuale le incertezze della tua assenza, la mancanza del tuo sesso e dei tuoi occhi neri, le mie mani non più tra i tuoi capelli ingellati, le nostre notti che saranno ora mie, ora tue. Non riesco a piangere ancora. Ogni mattina apro gli occhi di gelatina color nocciolina e penso a quando smonterai questi sorrisi, alla lunga caduta che forma solchi sulle gote tenere.

E ancora non arriva, non sbagli mai e forse sei falso. Falso come un prato dipinto, di una bellezza sconvolgente ma su cui non puoi correre.

E se è vero che l’amore rende schiavi, ammanettami.

Su questo treno di angoscia e non-pianto, tra corpi di nebbia e ossa,  ho immaginato di essere nebbia ed ossa anch’io. Silente.

E invece smetto di sanguinare ma sotto

ogni strato di tessuto

pulsa

la mia vita.

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~ di lasalamandrina su 27 aprile 2010.

10 Risposte to “Amaro amore, amorte.”

  1. Sono rimata assolutamente rapita dalle tue parole.
    Tornerà.
    E ti legherà le mani a sè.

  2. Nebbia ed ossa… quanta poesia, anche in questo… la vita spunta fuori da dove meno te l’aspetti, le pieghe fra le gambe, o lo sterile scheletro di un presente che scricchiola. L’angoscia ci fa male, ma ci plasma. Anche l’amore nasce da questo. Anche l’amore nasce da questo.

    • Scheletri sterili, che poi è quello che siamo. Sterili e scheletri, sotto chili e chili di carne apparente. L’angoscia è un piatto prelibato, mi fa vomitare parole che legano bene, l’una sull’altra. Mi fa vomitare l’amore.

      • Dici? Non credo proprio che ti faccia vomitare l’amore… “amore” di per sé non significa nulla. Io credo che ti piaccia vomitare, questo è il tuo problema… 🙂

  3. Sogni infranti, eh? Guarda avanti. Complimenti, comunque sia scrivi bene quando sei addolorata. Ti auguro di scrivere male per il resto dei tuoi giorni, ma di stare bene.

  4. @bizzarrobazar: Affondata ._.

    @Rimorso82: grazie mille, davvero.

  5. Al di là del significato interiore e tuo personale, questo post è veramente qualcosa di meraviglioso 🙂

  6. Coraggio coraggio coraggio che nemmeno l’estate è eterna, e prima o poi finisce e ti riporta chi aspetti.
    Un abbraccio

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