Quasi quasi scrivo su carta e poi ricopio, ma poi lascio stare. Questo foglio è così sterile, quasi quanto me
Che continuo a fingere quanto tutto vada bene
quanto sia tutto perfetto
io
gli scarafaggi
e te.
E se ho l’insetticida non ho un prodotto che scacci te, e mi angoscio quando sei qui
che questo posto è tuo perchè l’hai pagato tu
ma dentro ci sono tutte le mie cose
tutto quello che ho
se me ne andassi resterebbe una casa vuota
con qualche lenzuolo logoro
le tue magliette sbiadite
non sapresti lavare la biancheria
e gli scarafaggi godrebbero ancora del tuo menefreghismo.
Le cose che ci angosciano di cui nessuno parla, che non importano a nessuno
tranne che a me.
gli scarafaggi che mi cammiano addosso nei sogni-incubi
tu che mi copri, la notte quando ho caldo ed io che sbuffo
tu che non mi senti
vado a farmi male, di là
qualche secondo prima che tu mi scopra, mi chiedi come sto, io sto bene ma tu come stai? non lo so cosa pensi.
non lo perchè fingi con me
che dormo ancora accanto a te nonostante i tuoi sorrisi di plastica ed i tuoi occhi di vetro
Gli amici che se ne vanno ci abbandonano con una catasta di ricordi che continuo a sognare odiandomi per le mie scelte sbagliate
Le cose che non ho il coraggio di dire ed anche quando ci riesco tu mi ignori
come mi ignori quanto ti dico che non ti amo
quando non ti rispondo
mi ignori quando urlo ed impreco e ti odio
stai lì a fissarmi ed io riesco solo a scappare lontano e piango perchè non mi cerchi e sono ancora più sola senza la tua testa di legno e sciocchezze.
Cosa c’è?
Non c’è niente.
Pubblicato in piccoli orrori quotidiani, stream of consciousness, torino
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