Oggi

•3 gennaio 2012 • Lascia un commento

In un attimo, tu che distruggi le mie ore vergini

Pensare che basta poco per essere felici, ma quel poco sembra così lontano.

E di tanto in tanto apprezzare di essere ancora in vita e fare finta che non esista nient’altro

consapevole

che sia un istante

un’occasione

pronta a svanire, a fuggire

a lasciarmi schiacciata sotto chili di cuscini

al buio di serrande abbassate e cieli di pioggia

serate dai cieli rosa smog

passeggiate dai piedi umid, zampette infangate.

Imbastendo storie di cui perdo il filo

apprezzando ancora il sapore dei sogni.

me & the others: Facebook è per i masochisti

•28 agosto 2011 • 5 commenti

Le relazioni con gli altri sono difficili.

Avere qualcuno da amare è importante ma rimaniamo troppo spesso soli con noi stessi.

Facebook poi mi uccide. Facebook è il peggior autolesionismo che abbia mai praticato: foto felici di gente che odi spiattellate direttamente sulla tua bacheca. E quando finalmente ti decidi a cancellarli dalla bacheca, sei tu, di tua spontanea volontà ad andare a curiosare le foto del profilo dei fantasmi della tua vita.

Facebook è angoscia. Non hai foto altrettanto felici, non aggiorni lo stato così spesso. Non hai nessuna voglia di taggare dodici persone in un post simpatico; no, non ne ho proprio voglia.

Eppure vi invidio guardando le vostre foto in spiaggia, davanti ai vostri bambini felici. Non aggiungo una foto da un anno. Ogni vostro taglio di capelli somiglia irrimediabilmente al mio, che tragedia. Non riuscire a spiattellare il mio sorriso appiccicoso, non riuscire a farmi invidiare. L’impotenza di una vita sempre troppo difficile, sempre più difficile della vostra. Giorni così lunghi da desiderare l’eterno riposo. Al riparo dai vostri (e dai tuoi) sorrisi di plastica.

Non c’è niente

•21 agosto 2011 • Lascia un commento

Quasi quasi scrivo su carta e poi ricopio, ma poi lascio stare. Questo foglio è così sterile, quasi quanto me

Che continuo a fingere quanto tutto vada bene

quanto sia tutto perfetto

io

gli scarafaggi

e te.

E se ho l’insetticida non ho un prodotto che scacci te, e mi angoscio quando sei qui

che questo posto è tuo perchè l’hai pagato tu

ma dentro ci sono tutte le mie cose

tutto quello che ho

se me ne andassi resterebbe una casa vuota

con qualche lenzuolo logoro

le tue magliette sbiadite

non sapresti lavare la biancheria

e gli scarafaggi godrebbero ancora del tuo menefreghismo.

Le cose che ci angosciano di cui nessuno parla, che non importano a nessuno

tranne che a me.

gli scarafaggi che mi cammiano addosso nei sogni-incubi

tu che mi copri, la notte quando ho caldo ed io che sbuffo

tu che non mi senti

vado a farmi male, di là

qualche secondo prima che tu mi scopra, mi chiedi come sto, io sto bene ma tu come stai? non lo so cosa pensi.

non lo perchè fingi con me

che dormo ancora accanto a te nonostante i tuoi sorrisi di plastica ed i tuoi occhi di vetro

Gli amici che se ne vanno ci abbandonano con una catasta di ricordi che continuo a sognare odiandomi per le mie scelte sbagliate

Le cose che non ho il coraggio di dire ed anche quando ci riesco tu mi ignori

come mi ignori quanto ti dico che non ti amo

quando non ti rispondo

mi ignori quando urlo ed impreco e ti odio

stai lì a fissarmi ed io riesco solo a scappare lontano e piango perchè non mi cerchi e sono ancora più sola senza la tua testa di legno e sciocchezze.

Cosa c’è?

Non c’è niente.

Morendo per soffocamento

•30 giugno 2011 • 6 commenti

Tu che non mi rispondi

La putrefazione

La morte per soffocamento

Desiderare d’avere un cane e non avere lo spazio

non avere i miei spazi

Essere lontana dai miei amici

Non essere amata

Sapere che non mi capisci

Essere diversi

Desiderare di essere morta

Sperare di tradirti

Sognare le cose peggiori

che poi si avverano.

Diluire l’amore

Mettere la lavatrice

Sapere che sei vuoto

Stirarti le camice

Guardare un film insieme

Cercare di studiare

Rifiutare un voto basso

Pensare al suicidio

così intensamente

da rammaricarsi di non avere il coraggio

I fiori che appassiscono i balcone

i capelli che scolorisco al sole

Sapere che non mi desideri più

non desiderarti più

Pensare a qualcun altro per farti male

pensare a te per far male a qualcun altro

Guardare i ragazzi per strada

sapere di essere invisibile

Morire per soffocamento

Fare la pizza con il pomodoro all’aglio

Chiudermi in bagno per non guardarti in faccia

Non trovare risposta nell’autolesione

Cambiare stanza per non averti tra i piedi

Disinfettarmi e tradire la mia natura

Le malattie che spero di avere

gli anticorpi che mi ritrovo

Gli amici lontani

Noi che non ci amiamo ‘più’

Io che litigo col tuo odore

che piango piano la notte

tu che non mi senti

tu che fai finta di niente

io che mi tolgo l’anello e lo lascio nel bagno

come stessi lasciando te

io che scrivo tesi a pagamento

e butto sangue gratis

io che muoio per soffocamento

tu che resti a guardare.

Si sprofonda – ma voi siete fighi.

•26 giugno 2011 • 4 commenti

Allo stato attuale non vado d’accordo con nessuno e covo rancore verso tutti. Non escludo nessuno. E non mi dite che è perchè sono sono esami, non me ne frega niente degli esami.

La gente non mi vede, non mi vede più cazzo.  Mi sento invisibile, nessuno si preoccupa realtmente di come sto V E R A M E N T E  e, peggio, nessuno si preoccupa di cosa penso. Tutto ciò non fa che aumentare la mia voglia di fuggire da qui e riprendere la mia vita dove l’avevo lasciata.

Cosa sto a fare qui? Giusto per saperne un po’ di più di cose che non interessano a nessuno? Un’altra laurea?

Forse vorrei solo tornare a casa.

E poi sto sempre male, mi scoppia la testa. Mi è pure spuntato un bellissimo bernoccolo.

E questa casa è così sporca, mentre io perdo tempo a studiare, mentre invecchio dentro. Mentre il nostro amore marcisce, mentre io e te affondiamo nell’acqua che gocciola dal tubo del bagno. Mentre ci rendiamo conto che non siamo felici.

Mentre ci rendiamo conto

che

forse

non

ci

amiamo

più.

Prima notte insonne

•24 maggio 2011 • 6 commenti

Sta notte non ho dormito. Ci ho provato, ma niente. Stavo lì sul divano, rannicchiata a fissare le luci notturne dell’acquario e non succedeva nulla.

Che angoscia.

Poi mi sono spostata sul piatto della doccia, mi sono rannicchiata ed ho fissato lo scarico sperando che non uscissero dei ragni. Niente ragni, niente sonno.

Ho capito che in quella casa non ho un posto mio. Certo, sto spesso sola. E nonostante ciò non ho il mio spazio. Mi sento quasi estranea certe volte.

Quasi la signora delle pulizie.

Tornata sul divano ho capito.

Quando sto male, c’è un posto. Un posto mio.

Nella mia testa.

Sei tu.

Sei talmente astratto da essere un posto, un tempo, un contesto.

Quando sto male penso che esisti, di certo non va meglio (o forse si) ma non va neanche peggio. Salvo la pelle e trovo un posto.Tra la fantasia e il ricordo mi rannicchio, spero che tutto mi passi addosso anche sta volta.

Cerco di renderlo liquido quel dolore. Riscaldarlo. Lasciarlo andare.

E so che tu non puoi cacciarmi perchè – diamine – sei nella mia testa e non paghi neanche l’affitto.

Perchè continuo a sbagliare i passi base della mia vita? Perchè scelgo sempre le persone sbagliate? Che domande vane.

Vorrei spegnermi.

Le biblioteche sono non luoghi

•11 febbraio 2011 • 2 commenti

Tra pochi giorni sarà di nuovo il mio compleanno. Da qualche tempo rotolo costantemente tra stati d’angoscia acuta, seguiti a stati d’angoscia lieve. Pianti distratti e voglia di smetterla.

Sogno sempre il mare, da qualche tempo. Scogliere ed onde. Cosa vogliono dirmi? Perchè questi sogni si apiccicano ancora e mi tormentano?

Perchè non riesco più ad essere serena come mi sembrava di essere.

Forse ho un foro al posto del cuore.

Le parole non fluiscono come dovrebbero, sono ruvide, graffiano.

Non riesco a liberarmi di queste sensazioni.

Angoscia pianto e urla. Tutto quello che sento.

Vorrei realizzarli sulla pelle, questi sogni. Quest’angoscia. Ma non funziona più, la pelle non si strappa con la facilità con cui dovrebbe.

 

E mentre io soffro lei non sanguina più.

Sto sbagliando tutto, o forse no?

•15 novembre 2010 • 10 commenti

Altra notte matida di sudore e tosse. E la tua immagine vivida oltre uno staragate.

Ti vedevo baciare la mia amica e tolleravo il tuo atteggiamento a malincuore. Ma in silenzio.

In realtà ero così arrabbiata con lei che la gettavo in un fosso dando vita ad un poltergeist agoscioso.

La tua presenza\assenza logora, o forse no.

Devo ancora decidere. Infondo ci sei anche troppo dove non dovresti essere, e non c’eri quando dovevi cullarmi un po’, quando dovevi raccontarmi le storie e basta.

Sono arrabbiata con te. O forse no.

 

Gli alberi della sera si lamentano, come se sapessero che ti sogno tutte le notti.

•14 novembre 2010 • 2 commenti

Ho un pensiero che tengo per me, sepolto e soffocato.

Un pensiero da non rivelare, da custodire. Che devo negare.

Prima di iniziare a vivere in questa città nebbiosa l’avevo sognato solo per pochi minuti. Adesso mi compare di notte in notte.

Smettila di piangere, te ne prego.

Quasi tre mesi senza pubblicare nulla.

•4 settembre 2010 • 14 commenti

Vorrei davvero poter chiedere perdono a qualcuno, ma suppongo che i pochi lettori che mi leggevano (tempo addietro) non lo faranno più.

Quindi è quasi iniziare da capo. Qui seduta in questo tavolino, in questo sabato palermitano. Sabato da pelle d’oca. Sabato che non ho con chi passare.

Passando in rassegna gli eventi degni di importanza di questi ultimi mesi suppongo che al vertice della piramide compaia la mia laurea (110 cum laude e calcio in culo, via dall’università di Palermo); al secondo posto compare la mia futura iscrizione all’università di Torino a cui è strettamente connessa l’altrettanto futura convivenza con il sedicente fascista (così lo ha chiamato il mio EX-migliore amico) che mi riempie la vita di fiori e dolci notti di abbracci. Proseguendo sempre in ordine d’importanza compare la mia quasi totale assenza di amici, a prescindere dal colore politico se la sono tutti filata a gambe (chi per un motivo, chi per un altro). Ahimè poco ne sento la mancanza.

Propositi per il futuro: essere più costante nella scrittura, tentare di esprimere le emozioni ed i più salienti aspetti della convivenza e deliziarvi con le mie paranoie descritte in maniera altrettanto paranoica :D

Inizio subito?

 
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